“Buenos días desde Italia”: Alberto Caccia conquista il Sudamerica

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Ogni domenica, risuona un saluto familiare oltreoceano: “Buenos días desde Italia”. Non è un semplice augurio, ma il marchio distintivo di Alberto Caccia, l’inviato di punta de “La 12”, la cui voce narra in tv le vicende della Serie A italiana per il pubblico sudamericano.

Con la sua base operativa tra la capitale Roma e la sua amata Napoli, Caccia è diventato un volto noto, o meglio, una voce riconoscibile, per gli appassionati di calcio dall’Uruguay all’Argentina. La sua introduzione è talmente iconica che un celebre comico di Montevideo, Cruz, ne ha persino fatto oggetto di una spassosa imitazione, segno inequivocabile della sua popolarità.

In un campionato che si preannuncia tra i più avvincenti degli ultimi anni, Caccia non nasconde il suo entusiasmo ai nostri microfoni.

È un campionato avvincente quest’anno e credo lo sarà fino all’ultima giornata”, commenta con la sua consueta schiettezza. E, nonostante una punta di non scaramanzia, si sbilancia sulla vetta della classifica. “Chi lo vincerà? È presto per dirlo ma di certo il Napoli primo in classifica non è frutto del caso. Spiace che la gente sminuisca il valore dell’attuale Capolista, è presto ed il Napoli è lì in testa soltanto da un mese ma con merito. Nonostante lo 0-3 subito dall’Atalanta sono convinto che questa squadra potrà ambire a lottare lo Scudetto fino all’ultima giornata contro le altre big”.

Un elogio particolare va poi ad Antonio Conte, figura carismatica e spesso decisiva per le sorti dei club che allena. “Il mister è una garanzia”, afferma Caccia, senza mezzi termini. “Attenzione che lo Scudetto per lui è un gioco da ragazzi. Non mi sorprenderebbe ritrovarci il 25 maggio a festeggiare il 4° tricolore”.

Le Romane sotto la lente di Caccia: fra sogni e disastri

Con la sua posizione privilegiata nella capitale, Caccia non può esimersi dal commentare anche le due squadre romane, che segue da vicino per ragioni professionali. Le sue parole, come sempre, non mancano di schiettezza.

Sulla sorpresa Lazio, l’inviato si mostra piuttosto scettico. “La Lazio è una squadra sopravvalutata e non me ne vogliano i tifosi laziali che stanno sognando vette altissime in queste settimane”, dichiara Caccia. “Alla lunga credo che farà fatica a qualificarsi finanche all’Europa League, salvo interventi sul mercato di gennaio. La squadra ora viaggia su entusiasmo e inerzia positiva ma se dovesse arrivare un risultato negativo potrebbe perdere ogni certezza: è un mix acerbo di giovani e calciatori sotto la media salvo alcune pedine di livello superiore. Spero per i tifosi biancocelesti di sbagliarmi“. Una doccia fredda per i sostenitori biancocelesti che, in questo inizio di stagione, stanno forse vivendo un momento di eccessivo entusiasmo.

Ben più pesante è il giudizio sulla Roma. “La Roma invece è in pieno disastro”, tuona Caccia. “Un grande errore esonerare così De Rossi. Juric, che per me resta comunque un buon allenatore, non ci ha capito nulla ed è stata la scelta più insensata da subentrato e in una piazza come quella giallorossa. Una piazza che non merita questo scempio per passione in ogni gara. Non mi sorprenderebbe un nuovo cambio a breve per cercare di risollevare una squadra che rischia veramente grosso senza una guida di carattere ma anche di cuore“. Un’analisi impietosa che sottolinea le difficoltà di una piazza complessa e la necessità di una guida forte in un momento di crisi.

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