
Miss Morena & Mr Hydeby Carmela De Rose / Novembre 11, 2022
“Siamo molto felici di poter comunicare che, dopo il rinvio di febbraio, il Diversity Brand Summit si svolgerà il 18 giugno dalle 16.00 alle 18.00 in diretta streaming. A breve, troverai il programma dell’evento aggiornato sul sito Diversity Brand Summit: abbiamo pensato fosse utile e doveroso arricchire gli interventi previsti in origine con nuovi spunti e voci legate all’impatto che l’emergenza coronavirus ha avuto e avrà sull’inclusione sia a livello B2B che B2C. In chiusura di evento scopriremo quali aziende sono risultate essere nella TOP 20 del Diversity Brand Index di quest’anno.
Non avendo “vincoli fisici” legati alla location abbiamo qualche posto in più, pur mantenendo l’accesso all’evento solo alle/agli iscritte/i. Se vuoi coinvolgere altre persone della tua azienda, ti chiediamo la cortesia di segnalarci i loro nominativi ed i loro indirizzi email.
Il Diversity Brand Summit, ripreso in questo nuovo contesto, vuole essere l’occasione per riflettere con le aziende sull’importanza di un cambio di mentalità e rientra in una due-giorni che Diversity sta curando dal titolo “Welcome to the new era.
Gli stati generali della D&I ai tempi del Covid19”. Questi Stati Generali della Diversity saranno l’occasione per fare il punto sulla D&I in Italia e per confrontarci con esperti del settore e ospiti d’eccellenza. Ti invitiamo pertanto a seguirci anche nell’appuntamento di venerdì 19 giugno, dalle 18.00 alle 20.00, in diretta streaming su tutti i nostri canali digital.”
Comunicato stampa
Siamo molto felici di poter comunicare che, dopo il rinvio di febbraio, il Diversity Brand Summit si svolgerà il 18 giugno dalle 16.00 alle 18.00 in diretta streaming. A breve, troverai il programma dell’evento aggiornato sul sito Diversity Brand Summit: abbiamo pensato fosse utile e doveroso arricchire gli interventi previsti in origine con nuovi spunti e voci legate all’impatto che l’emergenza coronavirus ha avuto e avrà sull’inclusione sia a livello B2B che B2C. In chiusura di evento scopriremo quali aziende sono risultate essere nella TOP 20 del Diversity Brand Index di quest’anno.
Non avendo “vincoli fisici” legati alla location abbiamo qualche posto in più, pur mantenendo l’accesso all’evento solo alle/agli iscritte/i. Se vuoi coinvolgere altre persone della tua azienda, ti chiediamo la cortesia di segnalarci i loro nominativi ed i loro indirizzi email.
Il Diversity Brand Summit, ripreso in questo nuovo contesto, vuole essere l’occasione per riflettere con le aziende sull’importanza di un cambio di mentalità e rientra in una due-giorni che Diversity sta curando dal titolo “Welcome to the new era. Gli stati generali della D&I ai tempi del Covid19”. Questi Stati Generali della Diversity saranno l’occasione per fare il punto sulla D&I in Italia e per confrontarci con esperti del settore e ospiti d’eccellenza. Ti invitiamo pertanto a seguirci anche nell’appuntamento di venerdì 19 giugno, dalle 18.00 alle 20.00, in diretta streaming su tutti i nostri canali digital.”
Comunicato stampa
Siamo molto felici di poter comunicare che, dopo il rinvio di febbraio, il Diversity Brand Summit si svolgerà il 18 giugno dalle 16.00 alle 18.00 in diretta streaming. A breve, troverai il programma dell’evento aggiornato sul sito Diversity Brand Summit: abbiamo pensato fosse utile e doveroso arricchire gli interventi previsti in origine con nuovi spunti e voci legate all’impatto che l’emergenza coronavirus ha avuto e avrà sull’inclusione sia a livello B2B che B2C. In chiusura di evento scopriremo quali aziende sono risultate essere nella TOP 20 del Diversity Brand Index di quest’anno.
Non avendo “vincoli fisici” legati alla location abbiamo qualche posto in più, pur mantenendo l’accesso all’evento solo alle/agli iscritte/i. Se vuoi coinvolgere altre persone della tua azienda, ti chiediamo la cortesia di segnalarci i loro nominativi ed i loro indirizzi email.
Il Diversity Brand Summit, ripreso in questo nuovo contesto, vuole essere l’occasione per riflettere con le aziende sull’importanza di un cambio di mentalità e rientra in una due-giorni che Diversity sta curando dal titolo “Welcome to the new era. Gli stati generali della D&I ai tempi del Covid19”. Questi Stati Generali della Diversity saranno l’occasione per fare il punto sulla D&I in Italia e per confrontarci con esperti del settore e ospiti d’eccellenza. Ti invitiamo pertanto a seguirci anche nell’appuntamento di venerdì 19 giugno, dalle 18.00 alle 20.00, in diretta streaming su tutti i nostri canali digital.
Giulia Maiocchi
MONGINI COMUNICAZIONE
Il Made in Italy è stato sempre più intaccato negli ultimi anni da imitazioni fasulle, che ne hanno svalutato il riconoscimento. Sempre più industrie europee hanno etichettato i propri prodotti con il marchio Made in Italy, pur se prodotti non in Italia. Questo ha portato i consumatori a distaccarsi da questo riconoscimento, che ormai troppo spesso li ha deviati su prodotti di bassa qualità e di origine non italiana.
Finalmente si compie un grande passo a difesa della nostra cultura e delle nostre tradizioni. L’Unione Europea dà infatti il via libera all’etichettatura di origine su salami, mortadella, prosciutti e culatello… Una richiesta, come annuncia la Coldiretti, quasi all’unanimità: 93% dei cittadini ritiene importante conoscere l’origine degli alimenti.



Una grande novità sia dal punto di vista della trasparenza nei confronti dei consumatori, sia a sostegno degli allevamenti nazionali di maiali, messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale.
In tempi pandemici come questi, è più che fondamentale conoscere la provenienza delle carni e degli alimenti…la salute non è una questione economica, e risparmiare qualche € e rischiare di mangiare prodotti non trattati o conservati adeguatamente, può portare a gravi conseguenze…
Si stima, infatti, che 3 prosciutti su 4 venduti in Italia siano in realtà ottenuti da carni straniere senza che questo sia stato fino ad ora esplicitato in etichetta.
“In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy, l’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa, anche sfruttando le opportunità offerte dalla storica apertura dell’Ue all’obbligo dell’origine con l’indicazione dello Stato membro con la nuova Strategia Farm to Fork nell’ambito del Green New Deal” , Ettore Prandini , presidente della Coldiretti.

Il decreto sui salumi, che dovrà essere presto pubblicato in Gazzetta Ufficiale per essere operativo, prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali).
Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”.
La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.
Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”.
Una battaglia che l’Italia sta combattendo da molti anni, che finalmente vede le sue prime vittorie…Far parte di una grande comunità come quella europea, pur avendo i suoi vantaggi, ci ha regalato anche molte perdite… tante , fin troppe le rinunce per sentirsi cittadini di questo agglomerato di nazionalità contrastanti…
Ma lungi da voi l’idea di sgretolare la nostra cultura culinaria, il nostro amore per il cibo e per la sua condivisione, gli odori, i sapori, la cura …il tutto per assaporare un pò d’amore…Giù le mani dal Made in Italy
