OTTAVIA & PASQUALE

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OTTAVIA FUSCO RICORDA PASQUALE SQUITIERI, UN FIGLIO DEL SUD

Ottavia Fusco, moglie dal 2013 e vedova del regista Pasquale Squitieri, scomparso nel 2017, nel suo libro a lui dedicato, intitolato Nu piezzo ‘e vita, ha voluto ricordarlo con tanto amore e sentimento, lui un figlio di Napoli e un figlio del Sud. Abbiamo intervistato Ottavia Fusco Squitieri.

Giancarlo Leone

Ottavia Fusco, moglie dal 2013 e vedova del regista Pasquale Squitieri, scomparso nel 2017, nel suo libro a lui dedicato, intitolato Nu piezzo ‘e vita, ha voluto ricordarlo con tanto amore e sentimento, lui un figlio di Napoli e un figlio del Sud. Abbiamo intervistato Ottavia Fusco Squitieri, autrice del libro, edito da Santelli Editore con la prefazione di Barbara Alberti.

Ottavia, perché ha voluto scrivere questo libro su Pasquale Squitieri?

Questo libro ce l’avevo già in mente da un pò di tempo. Poi la casa editrice Santelli me l’ha chiesto e così è nato, come una forma di testimonianza di Pasquale. All’inizio dovendomi mettere a scrivere sono entrata in una crisi psicofisica per un mese. Avevo tante idee, ricordi da mettere giù. Poi all’improvviso, ricordo, il 18 febbraio dell’anno scorso che ero già a letto mi è venuta voglia di scrivere, di tramutare in scritto i miei pensieri. Non mi andava di alzarmi dal letto per andare al computer e su dei fogli bianchi a penna ho cominciato a scrivere l’inizio del libro; ho fatto relativamente in fretta e dopo il tutto è venuto da sè“.

Perché questo titolo Nu piezzo ‘e vita?

Nu piezzo ‘e vita è il titolo di una poesia scritta per me, che poi è diventata una canzone che si può ascoltare perché alla fine del libro c’è un codice a barre e tramite quello, appunto, si può ascoltare. Questo libro ha un sottotitolo ‘Il mio amore per Pasquale, lettera per lettera‘. Ispirandomi al ‘Nomen Omen’ di antica romana memoria, secondo cui il destino di un essere umano fosse racchiuso nel suo stesso nome, ho raccontato Pasquale e il nostro amore lettera per lettera: ad esempio P come provocazioni, S come spiritualità, A come amore, I come infinito, Q come quotidianità. Ogni lettera del suo nome e cognome ha dato vita al racconto e al ricordo, per analogie e libere associazioni. Pasquale, lo sappiamo bene, era un uomo odiato o amato, senza mezze misure e ho voluto raccontarlo come era. Lui non aveva bisogno di etichette, anche se qualcuno l’ha voluto etichettare, era uno spirito libero“.

Cosa ha rappresentato per lei Pasquale?

E’ stato l’amore della mia vita, un meraviglioso incontro con tutte quelle sfumature possibili che un rapporto tra un uomo e una donna possono contemplare. Con lui sono cresciuta come donna e come artista. Per lui sono stata amante, moglie, amica, sorella, infermiera negli ultimi tempi. Per me lui è stato fonte di crescita, di maturazione e adesso mi sento una donna libera. Lo dico sempre: dopo Pasquale solo un extraterrestre potrebbe farmi innamorare“.

Ricorda il momento più bello, più dolce trascorso con lui?

Tantissimi, non ce n’è uno in particolare. Il matrimonio è stato uno dei momenti più belli. Ha voluto sposarmi perché come mi diceva, non essendo un uomo ricco, non avendo beni al sole, ha voluto lasciarmi, donarmi il suo cognome. Infatti io porto il doppio cognome Ottavia Fusco Squitieri e ne sono orgogliosa. Mi chiedeva dei momenti, il momento più bello: tanti momenti di quotidianità, come il secondo caffè della mattina. Con lui ho riso tanto, ho trascorso momenti molto buffi, divertenti, ma anche momenti, capitoli tristi, come l’ultima settimana di malattia in cui gli sono stata sempre vicina. Con questo mio libro non ho voluto certamente fare una celebrazione di una persona che non c’è più, un coccodrillo. Pasquale in me è fortemente vivo“.

Per il cinema cosa ha rappresentato Squitieri?

Per il cinema è stato quello che è stato lui nella vita. Io ho il dovere di raccontare quello che per me è la verità. Pasquale era un uomo scomodo e tutti avevano bisogno di etichettarlo per gestirlo, anche se, come ho detto prima, non aveva bisogno di etichette. Era un uomo curioso, libero, il vero intellettuale che curiosava. Spesso l’hanno etichettato come fascista, anche se proveniva dall’estrema sinistra e poi Gianfranco Fini, l’ex segretario di Alleanza Nazionale lo chiamò nel suo partito come senatore. Era entrato in politica perché voleva vedere dall’interno del Parlamento come funzionasse il potere. Era obiettivo e questa caratteristica l’ha adoperata anche nei suoi film, ricercava sempre la verità“.

C’è in preparazione un Premio Pasquale Squitieri. Me ne parla?

La prima edizione del Premio Pasquale Squitieri – Il piacere della libertà si sarebbe dovuto svolgere il 27 novembre 2020 perché questo giorno era il compleanno di Pasquale. Ma per via del Covid non si è potuto fare, o meglio si sarebbe potuto fare ma sarebbe stato un pò sottotono. Preferisco lavorarci meglio, non vorrei bruciarmelo così con un’edizione fiacca. Però quest’anno a novembre si dovrebbe finalmente fare. Non sarà qualcosa di simbolico, ma un premio vero fatto appositamente per aiutare i giovani a realizzarsi“.

I suoi progetti futuri?

Adesso mi sto occupando della promozione del libro. Avrò una serie di presentazioni a Salerno, Bologna, Genova. Poi dal gennaio 2023 in ‘prima nazionale’ a Piacenza, al Teatro dell’Opera, sarò in scena con una commedia intitolata Dalla parte delle cattive, dove si racconteranno quelle che sono state le cattive nei racconti, nelle fiabe, come ad esempio Grimilde, la strega gelosa di Biancaneve, le due sorellastre cattive, brutte e invidiose di Cenerentola. Poi sempre nel 2023, incrociamo le dita, dovrei fare una grossa cosa musicale, ma per il momento non ne voglio parlare. Poi avrei desiderio di scrivere un altro libro, con un altro personaggio da raccontare, con delle belle pennellate di cultura, un personaggio impressionistico“.

Giancarlo Leone      

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