Dal diario di una cassiera

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Capitolo 2

La Vigilia di Natale 

La galleria del Centro Commerciale durante le feste natalizie è veramente particolare. Addobbi pagani che si sposano con un presepe dalle statuine a misura d’uomo. Un anno era addobbata con tante palle gigantesche rosse e dorate che pendevano dal soffitto, e tu facevi fatica a passargli sotto per la paura che ti cadessero in testa. Diciamo che ti facevano sentire come una giocatrice di “Giochi senza frontiere” versione giapponese. Peccato che una di queste andò a finire su un banchetto dimostrativo di Cake Design tedesco. Immaginate una torta in cioccolato plastico appena finita distrutta da un meteorite caduto dal soffitto. Fu ribattezzata da noi “La caduta DAL muro“.

Jingle Bell Rock” fa da sottofondo dalle nove del mattino alla chiusura. A fine turno, non solo sai la canzone a memoria, ma conosci tutte le note, le pause e i bemolli dello spartito musicale e se hai tempo fai anche l’analisi del testo e l’interpretazione alla Glee Cast. Fantastico. Torni a casa che ti senti un elfo, con tanto di divisa verde e rossa e orecchie a punta che fanno invidia a Spock di Star Trek. 

Non c’è poi gioia più grande nel vedere i bambini che scelgono i propri regali di Natale. “Scusa Signora, non è che avete il nuovo Furby, quello rosso, che quando parte la nuova canzone di Fedez comincia a muovere le zampe ed è collegato alla App di Tik Tok?”

Non avendo assolutamente capito nemmeno una parola del piccolo tiktoker prossimo YouTuber talentuoso rispondo a denti stretti:”Deve arrivare”. 

In quel momento il Grinch si impossessa di me.

Poi c’è anche Babbo Natale travestito da genitore che ti porge una scatola convinto che il figlio non l’avesse vista e ti dice:” Me la tieni qui che porto mio figlio in macchina e vengo a pagarla? Sai, è il suo regalo di Natale, lui non lo sa, e vorrei fargli una sorpresa..me lo incarti pure? Ed io “ Certo signore, guardi che se vuole abbiamo anche la slitta con le renne fuori vestite da ballerine brasiliane pronte a partire per casa sua..se vuole può scegliere anche il cocchiere, o Cristiano Malgioglio oppure Adriano Pappalardo, dica lei… “. Nel frattempo mi limito ad osservare il bambino che mi sorride e mi fa l’occhiolino come per dire:” Fai come ti dice papà!”.

Poi ci sono quei genitori che, accompagnati da bambini frignanti ti chiedono:” Signora, è vero che i giocattoli non si vendono?” Stringendo un occhio come se avessero dentro il becco del gabbiano Jonathan Livingston. 

“È vero signora che oggi solo si scelgono i regali e che poi passa Babbo Natale a prenderli?Fai il bravo sennò la signora dice a Babbo Natale che hai fatto il monello e non ti porta il regalo.”

Ecco che la maledizione del bambino indemoniato cade su di me. Smette di piangere e ti guarda con gli occhi capovolti come Regan Theresa del film “L’esorcista” e ti implora di non dire a Babbo Natale della sua cattiveria altrimenti sveglierà tutti gli inferi e li accanirà contro di te. Nel frattempo vedi colare dal soffitto e uscire dal pavimento lava rossa e fiammante e il calore raggiunge il tuo corpo. Sei spacciata. 

Gustavo, quello che vende i palloncini in galleria, prepara anche i pop corn. Ogni tanto li brucia, ma non è colpa sua. Si distrae o forse non può fare tante cose insieme. Ogni anno a Natale chiedo a lui di regalarmi un abbonamento di almeno dieci shampoo e piega dal parrucchiere. Quando torno a casa i miei capelli hanno un odore di pop corn che a volte mio marito dubita che sia andata a lavoro ma piuttosto ad uno spettacolo da Circo. Mai ricevuto un abbonamento per shampoo e piega da lui nonostante le suppliche. 

Se per tutti è una Vigilia per noi il 24 Dicembre è la Prima Guerra Punica. 

Ci sono i clienti dei “regali all’ultimo minuto”. 

I clienti della spesa settimanale (ahimè)

I clienti che non festeggiano.

I clienti invitati al cenone pertanto hanno tempo da perdere finché si fa ora di cena.

I clienti de “ho dimenticato una cosa”.

I clienti del cambio taglia.

E poi ci sono loro, le clienti dell’ora di chiusura, che si presentano correndo come runners forsennate con le braccia alzate come se avessero raggiunto il traguardo alla maratona di Londra. 

“La prego, ho dimenticato il latte del bambino.”

Ma dico io, madre snaturata che non sei altro, mi lasci digiuno il bambino e te ne ricordi dopo aver passeggiato tutto il pomeriggio con le amiche? 

Poi magari, la vedi uscire con un carrello pieno di alimenti e soprattutto senza latte. Ti passa dal box con il capo chino senza degnarti di uno sguardo e procede a passo veloce degno di una maratoneta con il colpo della strega. 

Dopo una estenuante Vigilia di Natale arrivi a casa e fai fatica ad arrivare al primo piatto che già dormi sulla sedia sognando felice di poter riposare due giorni interi. 

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