Natalia Ladatko: «Per me ogni gioiello è una storia di viaggio, emozione e bellezza»
L’intervista alla designer

Natalia Ladatko, è una designer di accessori e gioielli fatti a mano, è inoltre la fondatrice del marchio Monelia. Reduce da Roma Città Cinema, l’evento organizzato da Gino Foglia a Roma al salone delle colonne dell’Eur, dove ha presentato la sua ultima linea. Al momento è al lavoro con un nuovo progetto stavolta si tratta di una collezione di gioielli etnici.
L’intervista
Da dove nasce la sua passione per i gioielli?

Venticinque anni fa mi sono trasferita in Italia dopo il matrimonio, e questo paese mi ha letteralmente conquistata con la sua bellezza. Non smetto mai di meravigliarmi di fronte alla sua armonia, al gusto per il dettaglio e alla capacità di trasformare ogni cosa in arte. Io non ho fatto eccezione.

Nel 2004, in Toscana, nel cuore dell’Italia, è nato ufficialmente il mio marchio Monelia. Ad ispirarmi sono state la bellezza dei paesaggi toscani, le dolci colline, le acque cristalline del Mar Tirreno, i colori vivi della vita quotidiana, così ho creato la mia prima collezione. Col tempo ho iniziato a portare con me materiali dai miei numerosi viaggi, oggetti come perline vintage, elementi etnici, piccoli frammenti di mondi lontani. Così i miei gioielli sono diventati più che semplici accessori. Sono diventati riflessi di culture, emozioni e impressioni raccolte nel tempo.

Ha recentemente partecipato al Roma Città Film Festival, dove ha presentato la sua nuova collezione Monelia. Come la descriverebbe?

La collezione si intitola “Pesce mio”, una linea da spiaggia ispirata a un tenero ricordo d’infanzia. Da bambina sentivo spesso questa frase, “Pesce mio” era il modo affettuoso con cui mio padre chiamava mia madre. Con questa collezione ho voluto trasmettere quella sensazione di tenerezza, leggerezza e calore, ma anche una lieve malinconia per la fine dell’estate. L’ultima sfilata della stagione è stata come l’ultimo battito di pinna di un pesce, un dolce addio alle giornate di sole e alla brezza marina. Ogni pezzo è una piccola storia marinara, fatta di intrecci di perle e coralli che si trasformano in pendenti dalle forme di creature del mare. Per me la tendenza a ad amalgamare gli oggetti non rappresenta il caos, ma l’intreccio di stile italiano, femminilità e storia personale.
Presto parteciperà ad un evento organizzato da Gino Foglia a Sanremo. Quale sarà il suo contributo?

Per questa occasione sto progettando una collezione di gioielli etnici. Credo che l’etnico sia uno degli stili più vitali e senza tempo, lascia spazio alla fantasia e custodisce sempre una storia. Accanto ai gioielli, sto realizzando anche una linea di kimono, cuciti con tessuti acquistati nei mercati orientali dei Paesi arabi. Monelia è proprio questo, un viaggio nel mondo attraverso i materiali, dove ogni creazione racconta una cultura, un’emozione, un incontro.
Vive a Grosseto, ha radici russe e trascorre parte del suo tempo a Roma. Qual è il suo rapporto con la Città Eterna?

Mi considero una donna cosmopolita, mi sento a casa ovunque ci siano bellezza, armonia e ispirazione. In Toscana creo, lì ho il mio studio creativo, mentre a Roma, grazie anche alla collaborazione con Gino Foglia, partecipo a sfilate e presentazioni. Roma per me è speciale, qui il passato e il presente si intrecciano con grazia, la bellezza è concreta e reale in ogni angolo e ogni volta che vi torno mi sento in perfetta armonia, profondamente ispirata.







