il "feel Love di Gisellaby Carmela De Rose / Luglio 19, 2021Related Posts
MARCO GRAY : FAMMI AMDARE VIA
In digitale il remix, accompagnato da video, di “Fammi andare via”,primo singolo in italiano del nuovo progetto di Marco Gray, secondo capitolo di una trilogia iniziata con il brano con “Ten more times”:
La versione originale ha raggiunto 30 mila streams su Spotifye 400 mila views su YouTube.
La versione originale del brano, scritto dallo stesso artista italiano di base a Londra e che ha raggiunto 30 mila streams su Spotify e 400 mila visualizzazioni su YouTube , è il secondo capitolo di una trilogia iniziata con “Ten more times” (brano che inUSA e in Gran Bretagna ha debuttato nella top 20 delle classifiche inglesi e il video ha superato 500 mila visualizzazioni) e Marco Gray, che i magazine inglesihanno definito il “Sam Smith italiano”, la racconta così: “Tutto inizia con ‘Ten more times’, il primo momento in cui si insiste a stare insieme con qualcuno con cui, per le più svariate ragioni, non si dovrebbe stare, e ci si promette di resistere per ancora dieci volte. Il secondo è, appunto, “Fammi andare via” che corrisponde al momento successivo, cioè quando quel distacco è avvenuto, e ci si ripete di non tornare indietro. Per questo motivo il ritmo di questo pezzo è molto più accelerato, perché spingo su quella velocità nel superare certe circostanze negative, uno scatto per darsi forza, per andare avanti, anche se a volte la ‘testa gira in tondo’, bisogna superare, alla ricerca di ‘una strada migliore’”.
“ ‘Fammi andare via’ doveva essere un pezzo interamente in inglese – spiega Gray – ma il richiamo del lockdown – trascorso in Italia – e la ricerca di molte cose in un periodo di grande riflessione per tutti, ha fatto prevalere con forza una mia scelta, tra l’altro criticatissima, di switchare verso l’Italiano. È un pezzo che ha messo in crisi il mio modo di lavorare e forse per questo oggi risulta uno di quelli che finora mi rappresenta maggiormente sia da un punto di vista stilistico che da quello dei suoni.” Il brano è stato prodotto tra Londra, con l’aiuto del produttore Emilio Merone, e Palermo, con l’aiuto dell’ingegnere del suono Gabriele Giambertone.
Marco Gray (nome d’arte di Marco Grisafi) ha iniziato la sua carriera musicale in Italia nel 2013. Muove i primi passi nella discografia con il progetto in italiano “Marco e l’ape”, esibendosi al fianco del noto pianista e tra i più rinomati direttori musicali italiani, Emiliano Begni, che ha aiutato Marco a scrivere le sue prime canzoni da solista e l’ha affiancato finora nel suo percorso. A gennaio 2013 debutta sul palcoscenico del “Big Mama”, patria natia di Giorgia e Alex Britti, uno dei club musicali più prestigiosi in Italia, che lo ospiterà diverse altre volte fino a marzo 2015. In questi anni, Marco partecipa alle selezioni di Sanremo Giovani. Dopo aver realizzato la cover di “Stars” dei Simply Red, esce in digitale il primo brano inedito, dal titolo “La Triste vita di Luigi”. La canzone, scritta e cantata in italiano, ha ricevuto ottime recensioni dalla critica italiana, posizionandosi per oltre tre mesi nelle classifiche radiofoniche. Il videoclip della canzone, un cortometraggio in bianco e nero a fumetti, scritto e prodotto dallo stesso Marco, entra nella classifica dei video di maggiore tendenza di YouTube per diversi giorni dopo la sua uscita. Il brano, inoltre, debutta sorprendentemente nella classifica UK Reverbnation emerging artist, posizionandosi nella top 10 per più di tre settimane. Nel frattempo, Marco si trasferisce a Londra, per avvicinarsi alla musica britannica, sviluppando le sue capacità vocali e di scrittura per il suo nuovo progetto da solista.

Marco ci propone adesso una nuova identità musicale, costruita con la curiosità di raccontare un capitolo diverso della propria carriera musicale, strizzando l’occhio al moderno stile del pop d’oltremanica. Il primo passo su questa nuova strada è stato il singolo “Ten more times” (uscito a gennaio 2020 ), singolo che ha raggiunto la top 20 delle classifiche inglesi e il cui video ha superato le 500 mila visualizzazioni.
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PIOTTA,PIOTTA,PIOTTA
Piotta, la versione rap di “Lella” per la giornata mondiale UNESCO del patrimonio audiovisivo
A cinquant’anni dalla prima pubblicazione datata 1971, il musicista romano Piotta pubblica la sua versione rap di “Lella”, canzone simbolo firmata da Edoardo De Angelis e divenuta negli anni un classico del cantautorato italiano e in particolare della tradizione romanesca.
Per la data di pubblicazione del singolo disponibile in tutti gli store digitali da mercoledì 27 ottobre con il titolo “Lella…e poi”, è stata scelta proprio la ricorrenza della Giornata Mondiale UNESCO per il patrimonio audiovisivo, ideata come occasione per promuovere la consapevolezza dell’importanza di immagini e suoni per la memoria collettiva.
“Lella”, nata dalla collaborazione tra Edoardo De Angelis e Stelio Gicca Palli, è impressa a pieno titolo nella memoria audiovisiva di ogni romano, e non solo. È un brano che si canta sin da piccoli, senza però coglierne appieno il senso. Crescendo poi, se ne comprendono invece tutte le sfumature, a partire da quella drammatica, focus dell’angosciante storytelling della canzone.
Il testo dal sapore pasoliniano narra la storia di un uomo che racconta ad un amico di quando, quattro anni prima, ha ucciso la sua amante, Lella, che voleva lasciarlo proprio l’ultimo giorno dell’anno. La canzone viene portata al successo televisivo da tante voci simbolo della Capitale come Lando Fiorini o I Vianella, e in questa versione più moderna, Lella abbraccia le sonorità urban, dipinte da un altro artista iconico della Capitale quale Tommaso Zanello in arte Piotta. Il suo amore per Roma e la sua capacità di raccontare i chiaroscuri umani e sociali che attraversano la storia della città restituiscono a Lella un respiro contemporaneo senza intaccare la naturale poesia dell’originale.
“Bersaglio colpito nel centro! Ho molto apprezzato il flusso di nuova vita che Tommaso ha saputo dare alla nostra Lella con il suo prezioso intervento, –commenta Edoardo De Angelis-. Da cantautore “classico”, quale mi considero, trovo molto ispirato il contributo del suo nuovo testo. Una visione letteraria di un rapper di grande classe. E così due scuole, due ispirazioni, due tecniche musicali diverse si uniscono in un unico progetto. Mi auguro di trovare in futuro nuove personali forme di collaborazione con questo artista che oggi sento vicino!”.
La produzione è curata dallo stesso Piotta, insieme al pianista Francesco Santalucia, con il quale ha composto anche la colonna sonora originale dell’ultima stagione di Suburra – La Serie distribuita da Netflix in oltre 190 paesi nel mondo.
Luca Bramanti
Ufficio Stampa Nextpress
Mob. +39 329 1697846
Skype ID: luca.bramanti

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