
“LA TRINACRIA E’ FEMMINA”by Carmela De Rose / Ottobre 17, 2022
Da poco uscito in digitale , “Estate”, reinterpretazione in chiave jazz della cantautrice milanese dello storico brano di Bruno Martino.
Il singolo dà il titolo al nuovo album in uscita il 29 gennaio.
Un disco composto da arrangiamenti jazz, con una forte colorazione latina e brasiliana, di alcune delle canzoni più iconiche della musica italiana d’autore di Bruno Martino, Sergio Endrigo (“Io che amo solo te”), Paolo Conte (“Onda su onda”), F. Migliacci e B. Defilippi(“Tintarella di luna”), Gino Paoli(“Questa lunga storia d’amore”), Paolo Conte (“Azzurro”), Luigi Tenco (“Mi sono innamorata di te”).
L’artista racconta così la nascita di questo nuovo progetto e la scelta in particolare del brano “Estate”: “stavo finendo l’ultimo anno al Berklee College of Music di Boston e ho deciso di fare un esperimento lavorando su un concetto di arrangiamento che utilizzasse tecniche moderne e mischiasse vari generi musicali tra cui jazz, neo-soul e musica latina. La scelta del brano “Estate” per questo progetto è legata alle mie origini in quanto ho subito immaginato un brano cantato in italiano sopra questo mix di sonorità. L’esperimento si è concluso una notte in uno studio di registrazione di Boston dove ho riunito i miei compagni di Berklee e dove abbiamo registrato e filmato questo arrangiamento. Successivamente ho deciso di partecipare ad una competizione internazionale, il “Made in Jazz in New York” dove ho vinto nella mia categoria di arrangiamento e dove sono arrivata terza nella classifica generale. Per me è stata un’esperienza meravigliosa e proprio per questo quando sono tornata in Italia ho iniziato a lavorare ad un disco basato sullo stesso concetto. Questo disco è stato realizzato anche grazie all’aiuto del mio mentore e Maestro Enrico Intra che mi ha regalato una meravigliosa interpretazione di un mio brano originale, “Come un fiore”.
Al brano “Estate” con Giulia Malaspina (tastiera e voce) hanno collaborato Milena Jancuric (flauto), Aaron Bahr (tromba), Ryan Linvill (sax tenore), Michael Wang (trombone), Eduardo Mercuri (chitarra), Tomas Latorre (basso elettrico), Fabio Rojas (batteria) e Julio Cesar Santos (percussioni). Registrato a The Record Company, Boston Tracking/Editing Engineers, Mixing and Mastering: Giosuè Greco.


Giulia Malaspina pianista, cantante, compositrice ed arrangiatrice di Milano ha iniziato presto la sua carriera musicale. Dopo tanti anni di studi classici e jazzistici nel luglio 2010 termina il triennio di pianoforte presso la Civici corsi di jazz col massimo dei voti. Nel settembre dello stesso anno, dopo aver vinto una borsa di studio, si trasferisce a Boston, dove inizia a studiare pianoforte Performance presso la prestigiosa Berklee College Of Music. Si laurea nel dicembre 2014 e si trasferisce a New York, dove inizia la sua carriera da Artista, Performer e Compositrice. In questi anni ha avuto la possibilità di collaborare ed esibirsi con artisti e importanti personaggidella musica come Ken Zambello, Ed Tomassi, Greg Osby, Jonathan Quash, Anne Peckham, Fernando Huergo, Ron Mahdi, Valerie Simpson. Si è esibita in numerosi locali e venues di Boston, New York, Seattle, Chicago e Los Angeles e nelgiugno 2015 ha organizzato il suo primo tour nella West-coast Americana. A maggio del 2016 è stata premiata a New York da Randy Brecker, Joe Lovano e Lenny White come uno dei vincitori del Made in Jazz New York Competion 2015 e si è esibita con loro al Tribeca Arts Performance Center N.Y. Nel 2017 ritorna a vivere in Italia dove inizia a lavorare al suo primo disco “No More Pain” di branioriginali. Ha esordito con un concerto di presentazione sold-out al Bluenote di Milano il 24 maggio 2019. Tornata nel suo paese, Giulia riallaccia i rapporti con il pianista e compositore Enrico Intra, il quale la aiuta nella realizzazione di un disco basato sul concetto di “Estate”, in uscita per l’etichetta Musicians&Producers di Massimo Monti. Attualmente Giulia sta lavorando ad un disco di brani originali insieme al produttore e compositore americano Jim Beard, noto per aver prodotto Elian Elias, Mike Stern, Bill Evans, Bob Berg, ed altri che uscirà nella seconda parte del 2021.
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| Fra synthwave e cyberpunk, fra Vangelis e John Carpenter “2049” è il nuovo album di Agostino Isca un omaggio elettronico ai film di fantascienza da “Blade Runner” a “Stranger Things” Anticipato dal singolo “Heartbeat”, esce “2049”, il nuovo album di musica elettronica firmato dal compositore Agostino Isca.«“2049” nasce come omaggio alla musica elettronica strumentale degli anni ‘80, con un indirizzo particolare ai film fantascientifici – ancora più precisamente cyberpunk – collocandosi così nel filone della synhtwave, conosciuta anche come retrowave. Come per altre opere del medesimo genere, gli artisti ai quali mi sono ispirato sono principalmente Vangelis e John Carpenter, ma anche nomi più prominenti di questo nuovo filone quali Perturbator e Dynatron. Sono presenti inoltre alcune citazioni, sia in alcuni titoli che nell’atmosfera di certi brani, che strizzano l’occhio ai film sci-fi di quegli anni». Ispirato dai film di fantascienza e dall’immaginario cyperpunk, Agostino Isca firma un lavoro legato a sonorità elettroniche principalmente anni ’80, riconducibili alle grandi colonne sonore con omaggi tanto a classici come “Blade Runner” quanto a prodotti più recenti come “Stranger Things”. Ma le influenze dietro “2049” vanno oltre le sole colonne sonore degli sci-fi: «Nonostante la fascinazione per gli anni ’80, gli artisti che hanno influenzato fortemente la formazione dell’autore, pur non avendo alcuna affinità con il genere di questo progetto, sono stati sicuramente i Pink Floyd con il loro progressive rock, passando per Hans Zimmer e il suo talento indiscusso, fino al capolavoro operistico di Howard Shore che è la colonna sonora de “Il Signore degli anelli”». Potremmo definire “2049” come la summa delle competenze di Agostino Isca, impegnato sia sul frangente musicale che su quello dell’informatica, due mondi che si incrociano e si completano a vicenda nella stesura di musica di stampo elettronico. «Sono molti i generi e gli stili sperimentati nel corso degli anni, complice anche la passione per l’informatica che ha facilitato l’apprendimento dell’uso dei principali software per comporre musica. Si potrebbe dire che album è in un certo senso il punto di arrivo di quanto fatto finora, ma anche auspicabilmente un nuovo inizio, più maturo e consapevole». TRACK BY TRACK “2049” Il brano che dà il nome all’album prende ispirazione dalle atmosfere del film “Blade Runner”, caratterizzate da archi sintetici, effetti sonori analogici ed atmosfera cupa. “Secret Lab” In questo brano bip digitali e suoni robotici ci portano all’interno di un laboratorio che svolge esperimenti pericolosi o non propriamente morali, con un tema che poi si sviluppa tra arpeggiatori e drums machine. “Tears in rain” Titolo ed atmosfera ad omaggiare ancora una volta “Blade Runner” ed il suo celebre monologo finale, dal quale il brano prende il titolo. Sintetizzatori analogici dal caratteristico sound anni ‘80 e un Synth Bass ripetitivo e ritmico creano un’atmosfera di lieve tensione e malinconia. “Human heart” Brano prettamente ambient, rilassante ed intimo, senza ritmica. I pad digitali e gli effetti sonori che rievocano il vento rendono tutto molto arioso e quasi sfuggente. “Lost days” Imperiose synth strings ed effetti sonori analogici aprono il brano, che poi si sviluppa con il supporto ritmico di un classico Synth Bass e drum machine molto riverberata. Brano pieno dall’atmosfera cupa e malinconica. “Now I have my eyes open” Un Synth Bass molto aggressivo apre questo brano, che successivamente si sviluppa con il supporto di pad e lead analogici e la classica drum machine. L’atmosfera è classicamente cyberpunk: cupa e malinconica. “High pressure” Brano energico e molto ritmico, con Synth Bass e percussioni analogiche molto aggressive. Brano tensivo e potente che rievoca scene d’azione. “Cyber nights” Pad analogici e percussioni poco invasive creano un’atmosfera sospesa, d’attesa, a tratti tensiva per l’insistenza del Synth Bass. “Heartbeat” Un battito cardiaco e un Synth Bass aprono questo brano di tensione che, nella seconda parte, esplode in pad energici, drum machine e arpeggiatori dal classico sapore anni ‘80. “Moloch” Effetti sonori analogici, un arpeggiatore dal tema insistente e un classico Synth Bass analogico aprono questo brano, che poi si sviluppa in un’atmosfera ampia e ritmata, dal sapore vagamente spaziale, con l’aiuto di un arioso lead analogico. “Something went wrong” Un tributo alla serie “Stranger Things” di Netflix. Un classico Synth Bass analogico, drum machine molto riverberata ed effetti sonori tensivi creano un’atmosfera di tensione che, nella seconda parte, sfocia in un’atmosfera d’azione/horror. “The city sleeps” Una visione su una città futuristica percorsa in auto nel cuore della notte. Arpeggiatori analogici e synth strings creano un’atmosfera d’attesa, riflessiva, malinconica, che cresce progressivamente d’intensità fino a diventare quasi energeticamente evocativa. “2049” su Spotify https://open.spotify.com/album/0Vv9DbXMNyvyts5vsC27v3?si=wjUCY3bpQCqRYNax1xXA5w&dl_branch=1 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Questa email è stata inviata a info@acsmagazine.itRicevi questa email perché sei iscritto a QALT Cancellati qui © 2021 QALT |