Federica Pento lancia un settembre di novità

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Bella ma soprattutto immensamente brava. Federica Pento, cantautrice abruzzese, è pronta ad una nuova sfida sul finale d’estate e non solo. L’abbiamo intervistata.

Federica, partiamo dalla notizia: il nuovo singolo arriva a settembre. Cosa rappresenta per te questo ritorno dopo “Ora”?

Questo ritorno rappresenta per me un nuovo inizio. Dopo “Ora” ho sentito il bisogno di fermarmi, ascoltarmi e capire quale parte di me volessi raccontare davvero.
Con questo singolo torno con una consapevolezza diversa e con la voglia di mostrare un lato di Federica che forse finora non avevo fatto vedere completamente. È un brano più forte, più diretto, ma sempre profondamente mio. Quindi sì, è un ritorno, ma soprattutto è l’inizio di un nuovo capitolo del mio percorso artistico.

Il brano nasce da una riflessione sulla provincia. Perché per te fare musica lontano da Milano e Roma non è un limite, ma una forza?

Perché credo che anche da una piccola realtà si possa avere qualcosa di grande da raccontare. Vivere lontano da Milano o Roma, nel mio caso, non significa essere fuori dal mondo della musica: significa avere un punto di vista diverso.
La provincia ti mette davanti a una realtà più intima, più silenziosa, e forse proprio quel silenzio ti costringe ad ascoltarti di più. Io ho scelto di non scappare da qui, ma di trasformare quello che vivo in musica.
E poi c’è una cosa in cui credo molto: non è il luogo da cui parti a decidere fin dove puoi arrivare. Anzi, forse il fatto di partire da una piccola realtà mi dà ancora più voglia di far arrivare la mia musica lontano.

Che emozione vuoi lasciare a chi ascolterà il pezzo a settembre?

Vorrei lasciare soprattutto una sensazione di forza. È un brano che nasce dalla rabbia, ma non voglio che arrivi solo quella: vorrei che chi lo ascolta sentisse il coraggio di guardarsi dentro e di non avere paura della propria voce.
È una canzone che parla anche di una donna che non vuole più essere definita dagli altri, ma vuole essere libera di raccontarsi, di scegliere e di prendere spazio.
Se alla fine dell’ascolto qualcuno si sentirà un po’ più forte, un po’ più libero o semplicemente avrà voglia di riascoltarla per capire cosa c’è dietro quelle parole, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.

Le tue radici sono importantissime: a Scafa hai fondato un’accademia di canto. Quanto conta per te dimostrare che anche dalla provincia può nascere creatività?

Conta tantissimo, perché io stessa sono la dimostrazione che si può costruire qualcosa anche partendo da una piccola realtà. A Scafa ho scelto di creare un’accademia di canto proprio perché credo che il talento non abbia bisogno di trovarsi in una grande città per essere coltivato.
La provincia può sembrare un limite, soprattutto nel mondo della musica, ma per me è diventata una parte della mia identità e del mio modo di raccontare le cose. Qui ci sono storie, persone e sogni che meritano di essere ascoltati.
E se posso dimostrare, attraverso quello che faccio, che non devi necessariamente andare via per sentirti all’altezza del tuo sogno, allora per me è una delle cose più belle che possa fare.

Ultima domanda secca: possiamo aspettarci un sound simile a “Ora” o questo nuovo singolo a settembre segna una svolta?

Diciamo che ci saranno sicuramente degli elementi che riconducono alla Federica di “Ora”, perché la mia identità rimane sempre quella. Però questo nuovo singolo segna anche un’evoluzione.
Il sound è più moderno, forte e attuale, e rispecchia una Federica che oggi ha una consapevolezza diversa e che ha avuto voglia di osare un po’ di più.
Quindi non è una rottura con il passato, ma un passo in avanti.

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