La giovanissima stella dell’Aerial Hoop si racconta dopo la vittoria del Mondiale: tra sacrifici, l’emozione della vittoria lampo e obiettivi che vanno oltre il semplice podio.
La sua è una storia di dedizione e trionfi, ma anche di una visione chiara che supera la mera competizione. Elisa Bontempi, promessa dell’Aerial Hoop (disciplina aerea, nota anche come cerchio aereo), si è raccontata in un’intervista esclusiva dopo la recente e straordinaria vittoria del Mondiale (con record assoluto: 80,2 punteggio mai raggiunto prima da nessun’altra atleta) in Argentina, a Buenos Aires, che l’ha proiettata tra i nomi di rilievo della disciplina.
L’atleta, che si distingue per la sua grinta e la sua preparazione, ha condiviso l’emozione provata nel momento cruciale della proclamazione.
L’emozione della vittoria: “Tutto in tre decimi di secondo”
Rievocando l’istante in cui è stato letto il suo nome come vincitrice, Elisa descrive una scarica di emozioni e ricordi che l’hanno travolta in un lampo, un attimo che ha ripagato mesi di sforzi.
“Per quanto riguarda la vittoria del Mondiale, sentire il mio nome Elisa Bontempi confesso che è stato un po’ come aspettarselo. Guardando le altre ragazze, in quel frangente di secondi mi è passato tutto il percorso fatto davanti con Marianna, Ginevra, i pianti e i sorrisi, e ho pensato che stavolta il successo c’era. E infatti c’è stato. È successo tutto in 0.3 secondi. È stato forte.”
Un’emozione intensa, che tuttavia affonda le radici in una consapevolezza maturata giorno dopo giorno, a costo di impegno costante.
“Tanti impegni e sacrifici ma ne è valsa la pena, sicuramente lo rifarei,” ha affermato l’atleta, sottolineando il valore inestimabile del percorso compiuto, ben oltre il singolo risultato seppur di immenso valore come un Mondiale.

Obiettivi: Non solo vincere, ma lasciare il segno
Ma quali sono i prossimi traguardi per un’atleta che ha già assaporato la gioia del successo globale? La Bontempi non nasconde le sue ambizioni a livello agonistico, ma rivela una prospettiva più profonda e matura sul concetto di successo sportivo.
“Obiettivi? Sicuramente vincere l’Italiano, vincere il Mondiale, ma poi soprattutto lasciare un qualcosa di diverso. Non è tanto vincere, ma vedersi riconosciuto qualcosa di diverso, di lodevole, che va oltre l’arrivare prima, seconda, o terza. Scendere, essere contenta e dire ‘Ho fatto qualcosa di diverso’ e farlo rimanere nella mia storia di atleta.”
Un desiderio, dunque, di lasciare un segno non solo attraverso le medaglie, ma grazie a performance che si distinguano per unicità e merito, scrivendo un capitolo indimenticabile nella sua carriera.

































































