ANA SOCOLOSCHI

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“Ogni donna è unica: io voglio solo aiutarla a ricordarselo”

In un mondo in cui l’immagine è tutto, ci sono professionisti che riescono a trasformare il volto in una forma d’arte.
Tra questi, Ana Socoloschi è una make-up artist che non si limita a truccare: racconta storie attraverso la pelle, la luce e il colore.

Con uno stile riconoscibile e una sensibilità contemporanea, Ana ha costruito passo dopo passo un percorso che l’ha portata dietro le quinte di shooting di moda, red carpet ed eventi internazionali, dove ogni pennellata diventa un gesto d’identità.

Ha iniziato giovanissima nel mondo della moda, organizzando sfilate e tenendo corsi di modelling in Romania. A soli 18 anni era già nei grandi studi televisivi di Media Pro, dove ha lavorato per cinque anni — prima come assistente alla regia, poi come make-up artist.
Sul suo percorso professionale scorrono nomi come Nicole Kidman, Demi Moore, Jean-Claude Van Damme e Josh Hartnett, ma ciò che la emoziona di più oggi è il sorriso di una cliente davanti allo specchio.

Oggi lavora tra Italia e l’estero, si è formata in un’accademia di Los Angeles come global make-up artist e calca i red carpet insieme alla sorella stilista, con la quale condivide progetti a CannesVenezia e alla Milano Fashion Week.

L’abbiamo incontrata per farci raccontare il suo stile, le sue ispirazioni e la sua idea di bellezza.

Intervista

Com’è iniziato tutto?
Il mondo della moda mi ha sempre attratta. Ho cominciato giovanissima, a soli 16 anni, organizzando sfilate e tenendo corsi di modelling in tutta la Romania. A 18 sono entrata in televisione, negli studi Media Pro: lì ho avuto la fortuna di lavorare in un ambiente dinamico e creativo, e poco a poco il make-up è diventato la mia vera passione. Da allora non ho più smesso.

Hai lavorato con molti nomi celebri. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
È stata formativa sotto tutti i punti di vista. Lavorare con personalità di livello internazionale ti insegna il valore della precisione, del rispetto dei tempi, ma anche dell’empatia. Ogni volto racconta qualcosa, e il mio compito è metterlo in luce nel modo più autentico possibile.

Cosa ti ha riportato poi alla tua passione per il trucco?
Quando ho frequentato l’accademia di make-up a Los Angeles ho riscoperto quanto mi emozioni aiutare una donna a sentirsi più bella, più sicura, più sé stessa. Quel momento finale, quando si guarda allo specchio e sorride, è sempre speciale.

Com’è lavorare oggi accanto a tua sorella stilista?
È un regalo. Lavorare insieme ci permette di creare progetti completi, in cui moda e make-up parlano la stessa lingua. Insieme abbiamo vissuto esperienze importanti, dai red carpet di Cannes e Venezia alla Fashion Week di Milano. La nostra sintonia si riflette anche nel lavoro.

Come definiresti il tuo stile nel make-up?
Amo valorizzare il viso senza appesantirlo. Mi piacciono i look naturali, discreti, che lasciano spazio alla personalità. Trucco per me significa rivelare, non coprire.

Dove trovi ispirazione?
In primis, dalla persona che ho davanti. Il suo umore, la sua energia, il suo modo di muoversi. Il mio obiettivo è sempre lo stesso: restituirle sicurezza e un sorriso.

C’è un make-up artist che ammiri particolarmente?
Sì, adoro Mario Dedivanovic. Il suo approccio alla bellezza naturale è quello che sento più vicino. E ovviamente Kim Kardashian è una grande fonte d’ispirazione per me: look neutri, pelle perfetta, eleganza senza eccessi.

Qual è il trucco che ti rappresenta di più?
Sicuramente quello ispirato agli anni ’50: eye-liner nero, labbra rosso fuoco. Adoro la femminilità senza tempo di Dita Von Teese e Marilyn Monroe. Eleganza pura.

E quello più difficile che hai dovuto affrontare?
Finora non ho avuto situazioni complicate, ma sono pronta a gestirle con calma e sicurezza. Ogni sfida è un’occasione per crescere.

Secondo te, quali sono le tendenze make-up più forti del momento?
Pelle luminosa, sopracciglia folte e definite, occhi con tocchi metallici e labbra juicy. Ma la vera tendenza che resisterà sempre? Il look naturale.

Come vivi il rapporto con la bellezza naturale?
Per me è fondamentale. Quando trucco, cerco di mettere in evidenza i punti di forza e di minimizzare i difetti senza stravolgere. È un equilibrio sottile, ma è lì che si trova l’armonia.

Dove ti vedi tra cinque anni?
Mi piacerebbe continuare a far sentire le donne felici e sicure. E ho un sogno nel cassetto… ma non lo dico, così magari si avvera.

Che consiglio daresti a una giovane make-up artist?
Amare quello che fai. Essere costante, non scoraggiarsi se ci sono ostacoli. La pazienza e la passione ti portano lontano.

Se il tuo make-up fosse una canzone?
Sicuramente Love Story di Indila. Elegante, emotiva, con una vibrazione profonda.

Come ti prendi cura di te, fuori dal lavoro?
Ho la fortuna di avere una pelle sana, quindi uso solo un siero e una crema viso luminosa. Mi piace l’effetto glownaturale.

Cosa ti emoziona ancora, ogni volta che prendi in mano un pennello?
Il momento in cui vedo cambiare lo sguardo di una donna. Può essere arrivata con una giornata storta, ma quando si guarda allo specchio e si sente bella… quella trasformazione non ha prezzo.

Conclusione

Parlare con Ana Socoloschi significa entrare in un universo fatto di creatività, tecnica e intuizione, dove il trucco non è maschera ma linguaggio.
La sua idea di bellezza è autentica, mai costruita, capace di esaltare ciò che ognuno ha di unico.

Con uno sguardo sempre rivolto avanti — e i pennelli come estensione delle proprie emozioni — Ana continua a reinventare il concetto di make-up contemporaneo, ricordandoci che dietro ogni volto c’è una storia, e dietro ogni storia, una mano che sa ascoltare.

Testo e foto : Gabriel Munari 

IG: gabriel_munari WS: gabrielmunari.com

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