
sabato 11 giugno il giorno di Eleonora Altamore

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White King – A ROMA
L’Arte Impossibile, un viaggio nel mondo di White King
Il 15 novembre, nella prestigiosa galleria di Patrizia Anastasi, situata in viale Giuseppe
Mazzini 1 a Roma, l’eclettico artista White King, classe 1995, vi invita ad un’esperienza
unica a partire dalle ore 18:00 per l’inaugurazione della straordinaria mostra
personale “L’Arte Impossibile”. In questa occasione esclusiva avrete l’opportunità di
ammirare la sua seconda “Opera del Destino”, un’opera che promette di rapire
l’anima e di sfidare i confini dell’immaginazione. Il 16 ottobre 2023 l’Artista ha ricevuto
il Premio “Arte e Gusto” di Loredana Paolesse come “Eccellenza italiana 2023” nel
campo pittorico presso la città di Roma Capitale, nella sala Di Liegro a Palazzo
Valentini. Con l’occasione è stata esposta l’opera “Il Leone”. Alcune opere dell’artista,
tra cui “Il Leone”, considerato il simbolo emblematico del concetto di “arte
pura”, sono state esposte in una sala dell’Hilton Molino Stucky Venice durante il
Festival del Cinema di Venezia, nel corso del quale è stato insignito anche del premio
Starlight International Cinema Award, per le riprese straordinarie che uniscono l’arte
ad una esclusiva opera audiovisiva. Tra i traguardi già raggiunti dall’artista White King
troviamo una personale allo spazio Margutta e diverse esposizioni nei templi sacri
dell’arte made in Italy che hanno portato le opere di White King ad una crescente
richiesta. Tutto ciò, unito ai diversi riconoscimenti, inseriscono questo giovane artista
romano nella top ten degli artisti italiani viventi.
“Il Leone” e la seconda “Opera del Destino” (che sarà esposta durante questa mostra)
sono tecnicamente le prime opere Pouring Figurativo Spin Art della storia, sono la
realizzazione di ciò che prima era solo idealizzazione del concetto di “arte pura”, caro
a molti filosofi e scrittori del passato.
La sua è una sperimentazione folle e ardita: all’inizio le sue opere, circoscritte
nell’ambito del disegno e dell’arte digitale, mischiano tecniche di acrylic pouring,
pendulum, spin art e acrylic painting. Emerge presto l’utilizzo di nuove modalità
estetiche, derivate dall’accostamento di tecniche già esistenti come il “Pouring in
pouring” o “Pouring on pouring”: i soggetti nascono dallo sgocciolio dell’acrilico in
eccesso su un quadro precedente. Dall’astrazione all’estrazione: le figure sembrano
comporsi da sole in un processo magico ininterrotto. La scoperta del pouring segna
un momento rivoluzionario, quello che gli permette di dare origine ai corpi: White
King mostra come ogni essere vivente sia formato da cellule e ricorda il piano di
uguaglianza su cui tutti ci collochiamo. Attraverso serie come “Smemagold” e “Lemon
Frost”, l’artista ha modo di perfezionare le tecniche fino a scoprire prodigiosamente
dove l’ha condotto la sua mano. All’inaugurazione del 15 novembre, il giovane artista
romano sarà celebrato da un’affluenza straordinaria di personalità del mondo
dell’arte e di molte celebrities, a testimonianza della grande stima che suscita.
L’atmosfera del vernissage sarà ulteriormente arricchita dalla musica di Daniela
Martani alla consolle e dal talento di Francesco Mistretta al sax, creando
un’atmosfera unica e coinvolgente. Organizzazione dal celebre PR Alfonso Stani, il
quale promette di rendere questo evento esclusivo in una serata indimenticabile



VULNERABILI : IL NUOVO LIBRO DI PAOLO CREPET.
Uscito da poco il nuovo libro di Paolo Crepet : Vulnerabili.
Editore : Mondadori
Il libro analizza la società di oggi a fronte di quest’ultima pandemia sanitaria.
L’illustre psichiatra definisce i comportamenti, le paure e le fragilità che si sono evidenziate essere caratteristiche di questa società, nell’affrontare avvenimenti insoliti e inaspettati, sottolineando come proprio la parte del mondo più sviluppata, sia quella a trovare più difficoltà e ad essere , appunto, più vulnerabile.
“È successo all’improvviso, un virus ha sconvolto il mondo intero e, in un attimo, ci ha tolto la nostra libertà. Tutto è cambiato, ci hanno detto di rimanere a casa e lì abbiamo scoperto quanto sia difficile convivere, resistere, mantenere viva la speranza. Dopo la fugace euforia dei canti dai balconi, abbiamo scoperto una paura collettiva che in qualche caso è diventata panico, terrore. Sono vacillate le nostre certezze e, insieme alla quotidiana conta dei morti, anche le nostre speranze. La parte del mondo più avanzata, l’Occidente tecnologico e scientifico, è improvvisamente diventata frangibile e imperfetta.”
Dopo una prima e attenta analisi, Paolo Crepet volge lo sguardo alla rinascita, possibile solo grazie ad una nuova consapevolezza sociale e ad un ridimensionamento dell’idea di onnipotenza dell’uomo e della sua essenzialità sulla Terra.
“Ma non tutti i mali vengono per nuocere: alcuni, segnando, insegnano. L’epidemia ci ha costretti tra quattro mura, è vero, ma così facendo ci ha permesso di rallentare e tirare il fiato, di riscoprire abitudini e sogni abbandonati in un cassetto durante la forsennata corsa quotidiana e, dunque, di conoscerci di più. Abbiamo scoperto di essere molto meno forti di quello che pensavamo. Abbiamo scoperto di essere vulnerabili. Ma è proprio da questa vulnerabilità che dobbiamo e possiamo partire, accettando le nostre debolezze e i nostri limiti, sperando che il virus abbia ucciso l’arroganza e la protervia. Il delirio di onnipotenza che ci aveva annebbiato le menti, che ci aveva resi incuranti del cambiamento climatico, dell’inquinamento, delle sperequazioni economiche e sociali, forse, è caduto per sempre.”
L’autore conclude con una illuminazione : ” «non uccidere la speranza di poter avere un futuro diverso da quello che ci eravamo meritati». Non solo un saggio, ma anche un viaggio dentro di noi, per scoprire cosa dobbiamo salvare dell’umanità e quali cambiamenti sono necessari per salvaguardare il domani.”
Un messaggio di risveglio, di speranza ma soprattutto di autocritica : dobbiamo divenire meritevoli del cambiamento, e dei suoi benefici…dobbiamo desiderarlo ed immaginarlo affinché si crei dalla nostra più profonda volontà.
Un libro che aiuta a comprendere le nostre reazioni alle difficoltà e le cause di queste stesse reazioni …ma che apre anche ad una nuova futura prospettiva .

Paolo Crepet (Torino, 1951) si laurea all’Università di Padova in Medicina e Chirurgia nel 1976, lascia l’Italia per una borsa internazionale concessa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).Lavora in Danimarca, in Gran Bretagna, in Germania, in Svizzera e in Cecoslovacchia, prima di trasferirsi in India. Paolo Crepet insegna a Toronto, a Rio de Janeiro e ad Hardward, presso il Centro di Studi Europei. Una volta tornato in Italia accetta l’invito di Franco Basaglia, che gli propone di seguirlo a Roma.
Nel 1978 collabora alla stesura di “Storia della Sanità in Italia. Metodo e indicazioni di ricerca”, con l’articolo “Ricerca, storia e pratiche alternative in psichiatria”. Nel 1981 scrive con Maria Grazia Giannichedda il saggio “Inventario di una psichiatria”, edito da Electa. L’opera è seguita l’anno successivo da “Fra regole ed utopia. Ipotesi e pratiche per una identificazione del campo psichiatrico”, “Ipotesi di pericolosità. Ricerca sulla coazione nell’esperienza di superamento del manicomio di Arezzo” e “Psichiatria senza manicomio. [Epidemiologica critica della Riforma]”. Nel 1985 Paolo Crepet consegue la specializzazione in Psichiatria nella clinica psichiatrica dell’Università di Padova. Insieme a Vito Mirizio, scrive il volume “Servizi psichiatrici in una realtà metropolitana”, edito da Il pensiero scientifico. Nel 1989 scrive “Il rifiuto di vivere. Anatomia del suicidio”, a quattro mani con Francesco Florenzano. Nel 1990 si occupa di “Le malattie della disoccupazione. Le condizioni fisiche e psichiche di chi non ha lavoro”. E’ presente al terzo simposio europeo sulle condotte suicide e i fattori di rischio, svoltosi tra il 25 e il 28 settembre del 1990 a Bologna. Nel 1992 pubblica “Suicidal behaviour in Europe. Recent research findings”, seguito da “Le dimensioni del vuoto. Giovani e suicidio”, che viene pubblicato da Feltrinelli.
Nel 1994 scrive per il volume “La cura dell’infelicità. Oltre il mito biologico della depressione”, l’intervento “La depressione tra mito biologico e rappresentazione sociale”, dando alle stampe anche “Le misure del disagio psicologico”. L’anno successivo torna a pubblicare per Feltrinelli con il volume “Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile”. Dalla seconda metà degli anni Novanta lo psichiatra inizia a dedicarsi anche alla narrativa. Per citare alcuni esempi “Solitudini. Memorie di assenze”, edito da Feltrinelli. “I giorni dell’ira. Storie di matricidi”, realizzato a quattro mani con Giancarlo De Cataldo. Nel 2001 scrive per Einaudi “Non siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sull’infanzia e sull’adolescenza”. Nel 2007 scrive con Giuseppe Zois e Mario Botta “Dove abitano le emozioni. La felicità e i luoghi in cui viviamo”. Prosegue il suo rapporto con la narrativa con innumerevoli pubblicazioni , andando a stimolare di volta in volta tasti nascosti e dolenti della società moderna. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo “Baciami senza rete”, 2016 , “Il Coraggio” 2017, “La Passione” 2018, “Perché finisce un amore” 2019 fino al suo ultimo capolavoro : Vulnerabili.
Genialità, umiltà e comprensione rendono questo uomo un astro illuminante , con una forte capacità magnetica. Le sue parole riecheggiano nell’aria fino al loro completo assorbimento. L’ascoltatore è desto, l’anima ringrazia. Lasciatevi inebriare da cotanta saggezza e cotanto sapere, poiché conoscenza è divinità.
” Coraggio + Passione = Libertà ”
Paolo Crepet



